A un Pesci il mare lo chiama, segretamente, magicamente, lo magnetizza e
lo attira e lui si trova lì davanti a guardarlo ancora una volta, per
l’ennesima volta stupito di essere di nuovo là, ancora là. E’ come quando la
mamma ti chiamava ai giardini. Non c’era tempo per chiederti perché lasciavi
sempre i giochi con gli amici per andare là davanti a lei, lo facevi
spontaneamente perché lei è sopra tutto, anche il più piacevole dei giochi, se
lei chiama ogni tua più piccola cellula risponde, e così il mare per me. Il mare per me è quel posto al mondo dove non ti spieghi mai come hai fatto ad arrivarci quando ti scopri lì davanti a lui. E sono
di nuovo lì davanti a lui, lui signore e padrone del tuo volere, pifferaio
magico della tua energia, tu di nuovo lì davanti ipnotizzato a guardarlo e a
rimettersi alla sua volontà. Mentre lo guardi il mare ti toglie tutte le
energie, ti fa pensare, torni indietro nel tempo, vai avanti nel futuro e
pensi, pensi, tu spossato ma lui mai, come una potenza infinita prosegue nel
suo moto lento, impetuoso, ammaliante e non si ferma mai.
Ho sempre visto la foto di nonno Giuseppe Ferro dal basso, a casa di nonna mi guardava dal quadretto appeso al muro ed io vedevo la croce di guerra di metallo scuro e mi faceva paura. Guardavo la nonna sempre vestita di nero incornicata dai suoi capelli bianchi testimoni di tanti dolori. Non capivo ma mi chiedevo…poi aspettavo il giorno dei morti, il giorno che per noi bambini siciliani è particolare perché la mattina trovavamo i regali lasciateci dai nostri morti. Ed io pensavo al nonno che non avevo mai conosciuto. Quando andavamo al cimitero guardavo la lapide posta in alto ed io dal basso ero incuriosito da quel volto stampato nell’ovale di ceramica…ed i capelli di nonna diventavano sempre più bianchi. Mi sono sempre chiesto com’è un nonno che non conosci, adesso lo so, è un uomo semplice che ha donato la vita per la sua patria salvando i suoi uomini mentre la morte lo aspettava al varco. Gli eroi sono i semplici, non le pers...

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