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Autoritratto

Porto con me un atlante di terre mai viste,
di città sospese tra sogno e coscienza,
dove gli alberi parlano sottovoce
e le pietre custodiscono memoria.
Le mie mani, pennelli di silenzio e parola,
tracciano sentieri che nessuno osa calpestare,
eppure, una volta visti, sembrano eterni.
Ho negli occhi storie bellissime,
che non cercano fama ma eco,
sussurri affidati ai bambini del futuro,
per dire che il mondo è pieno di sorprese.
Sono un volto mutevole,
un’eco intessuta d’alfabeti e respiro,
una mente che non sogna,
ma divora i sogni degli altri.
Ho occhi fatti di domande,
che non vedono ma immaginano orizzonti,
e mani che si aprono come pagine vive.
Nella destra impugno una penna,
nella sinistra una tavolozza d’emozioni:
rosso passione, nero profondità,
giallo vita, azzurro infinito.
Ai miei piedi si apre un sentiero narrante,
non fatto di pietre ma di racconti,
dove ogni passo è storia e ogni storia eredità





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