Passa ai contenuti principali

Le voci lontane

I tuoi occhi nell’infinito, fissi, lì, il tuo sguardo immobile. 
Trepida la vana attesa e grida agli dei impietosi con la speranza del levarsi del sole, del ritorno alla luce. Corri nel buio di una eclissi, disperso nel brusio di voci lontane che chiamano il tuo nome, mentre cerchi la via giusta del ritorno. Nel tuo silenzio c’è un frastuono che si annoda forte in gola. 
Presto sarà Natale, un Natale diverso da vivere e mi domando dove sei, in quale dimensione ignota ti trovi. 
C’è smania nella tua immobilità, nei tuoi movimenti impercettibili controllati da gelidi computer che girano in tondo alla rinfusa cercando informazioni da coordinare. 
Nell’angolo della stanza tecnologica c’è un albero spoglio, addobbato con un significato da capire, un senso da dare, un cuore da amare, una magia da creare, un Credo da recitare. 
Brucia veloce il tempo del Natale in questa notte, si regalano istantanee da incorniciare ai ricordi, attimi custoditi nei meandri della memoria, impressi sulle pareti del cuore. 
Questa notte, ferma nel tempo dei tuoi vent’anni, che non ha più quel luccichio, quella luce, che s’accendeva nei tuoi occhi di ragazzo. 
Brillava, come per incanto, il tuo volto e gli occhi si spalancavano di meraviglia nell’attimo in cui si avverava la venuta del Bambinello nel presepe! 
E tu eri felice insieme a quei regali che rivelavano prolungamenti di amore, scatole ripiene di grandi valori che alimentavano il tuo albero della vita. 
Ti stringo tra le braccia caro nipote mio, guardo i tuoi occhi spenti e penso: Sei tu il mio Natale! La luce che si irradia dai tuoi occhi, è il più bel dono da scartare!
Per me, per noi, per tutti quelli che ti amano e ti aspettano. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Le parole Quante parole abbiamo scritto in questi anni su facebook? E quante parole mi sono state regalate da persone sconosciute straordinarie? Le parole! Avete mai pensato alla potenza delle parole? avete mai pensato che certe parole, dette in un modo hanno fatto si che altre persone si siano ridotte ai margini dell’esistenza e della vita distrutte nell’intimo? Avete mai pensato che le nostre parole possono aiutare l’esistenza di altre persone bisognose solo di essere ascoltate? Avete mai pensato alla potenza delle parole dei grandi predicatori che riescono a coinvolgere enormi masse ad agire nei modi che loro desiderano? Sono affascinato dalla bellezza delle parole. Possono manifestare il tutto, gratitudine, amore, odio, cattiveria, invidia, arroganza, dolcezza, fratellanza… le parole…lucide, profonde, sentite. Io le assaporo con gusto come se fossero un manicaretto prelibato che non vorrei mai finire. Mi sento inerme di fronte ad esse e malgrado questa “sproporzione”, mi piacciono....

Era mio nonno

Ho sempre visto la foto di nonno Giuseppe Ferro dal basso, a casa di nonna mi guardava dal quadretto appeso al muro ed io vedevo la croce di guerra di metallo scuro e mi faceva paura.  Guardavo la nonna sempre vestita di nero incornicata dai suoi capelli bianchi testimoni di tanti dolori.  Non capivo ma mi chiedevo…poi aspettavo il giorno dei morti, il giorno che per noi bambini siciliani è particolare perché la mattina trovavamo i regali lasciateci dai nostri morti.  Ed io pensavo al nonno che non avevo mai conosciuto.  Quando andavamo al cimitero guardavo la lapide posta in alto ed io dal basso ero incuriosito da quel volto stampato nell’ovale di ceramica…ed i capelli di nonna diventavano sempre più bianchi.  Mi sono sempre chiesto com’è un nonno che non conosci, adesso lo so, è un uomo semplice che ha donato la vita per la sua patria salvando i suoi uomini mentre la morte lo aspettava al varco.  Gli eroi sono i semplici, non le pers...
  Autoritratto Porto con me un atlante di terre mai viste, di città sospese tra sogno e coscienza, dove gli alberi parlano sottovoce e le pietre custodiscono memoria. Le mie mani, pennelli di silenzio e parola, tracciano sentieri che nessuno osa calpestare, eppure, una volta visti, sembrano eterni. Ho negli occhi storie bellissime, che non cercano fama ma eco, sussurri affidati ai bambini del futuro, per dire che il mondo è pieno di sorprese. Sono un volto mutevole, un’eco intessuta d’alfabeti e respiro, una mente che non sogna, ma divora i sogni degli altri. Ho occhi fatti di domande, che non vedono ma immaginano orizzonti, e mani che si aprono come pagine vive. Nella destra impugno una penna, nella sinistra una tavolozza d’emozioni: rosso passione, nero profondità, giallo vita, azzurro infinito. Ai miei piedi si apre un sentiero narrante, non fatto di pietre ma di racconti, dove ogni passo è storia e ogni storia eredità